Autodromo di Modena

L’Autodromo di Modena era un impianto sportivo che si trovava a Modena lungo la via Emilia. In esso c’erano contemporaneamente sia le strutture tipiche di un aeroporto (pista in cemento, torre di controllo, aviorimesse) che quelle di un autodromo (direzione gara, box, tribune). Sull’area su cui sorgeva l’impianto, in principio periferica ma ormai inglobata dal tessuto urbano della città, sorge oggi il Parco Enzo Ferrari (che ha completamente cancellato il tracciato della pista).

Costruito nel 1949 e inaugurato il 7 maggio 1950 con il Gran Premio di Modena riservato a vetture di Formula 2 vinto da Alberto Ascari, l’impianto fu attivo principalmente negli anni cinquanta e sessanta, venendo utilizzato come aeroporto, circuito per gare di auto e moto, scuola di pilotaggio (Piero Taruffi vi dirigeva i corsi della Scuderia Centro Sud, che aveva la sua sede di fronte all’Autodromo) e pista per i collaudi delle case costruttrici della zona, soffrendo quindi di problemi di convivenza tra le varie esigenze, tanto che all’inizio degli anni settanta la Scuderia Ferrari, che vi collaudava le proprie auto da competizione, viste le sempre maggiori limitazioni all’uso dell’impianto decise la realizzazione della propria pista di collaudo, il circuito di Fiorano, inaugurato nel 1972 su un’area adiacente allo stabilimento di Maranello. Durante la sua attività l’impianto ha anche ospitato gare motociclistiche e ciclistiche intitolate in entrambi i casi Gran Premio di Modena.

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Autori: Giuseppe Bernardi e Angelo Granata

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